Concerto Multimediale

Pubblicato il 6 giugno 2022 • Cultura

26/06 - h.21 CENTRO CIVICO - Sala Ercoli

"Musica ladrona. Giustizia, corruzione e criminalità: un'eterna convivenza". Concerto multimediale a cura di Maurizio Padovan.

Maurizio Padovan
Musicista, storico e ricercatore. Violinista, ha inciso dischi, tenuto corsi musicali, conferenze e centinaia di concerti in Italia, Svizzera, Austria, Ungheria, Germania, Belgio, Francia, Spagna, Portogallo e Singapore. Direttore dell’Accademia Viscontea, ha tenuto oltre 900 lezioni-concerto rivolte a più di 95.000 studenti delle Scuole Medie Superiori. E’ responsabile del progetto l’Altro Violino e direttore della “Camborchestra” del Museo Cambonino di Cremona. È autore di numerosi libri e saggi nell’ambito della Storia della musica, della Storia
della danza e dell’Etnomusicologia. “Formatore accreditato” in Portogallo, allestisce spettacoli e tiene corsi di specializzazione e di formazione per insegnanti (Universidade do Minho, Associação Portuguesa de Educação Musical, Club Unesco di Lisbona, Rota do Romanico, Centri di Formazione per Professori, Casa della Musica di Oporto, Academia de bailado de Guimarães, Escola Superior de Dança di Lisbona, World of Discoveries di Oporto, Memórias da História de Torres Novas etc. ). Ha partecipato a numerosi convegni internazionali ed è stato docente presso la Facoltà di Musicologia dell’Università di Cremona - Pavia. Nel giugno 2019 ha ricevuto dal Rotary Club il PREMIO PROFESSIONALITÀ con la seguente motivazione: «per avere, con la musica, ridestato le coscienze su fatti storici del XX secolo».

L'opera "Musica Ladrona"

Quante volte l’opinione pubblica, insoddisfatta del governo di turno, dei politici vecchi o nuovi, esprime il suo malcontento con espressioni del tipo “è sempre la stessa solfa” o “è sempre la stessa musica”. Perché questa è l’opinione diffusa: per quanto la musica possa cambiare,
gli interessi personali o di partito, la corruzione e le connivenze tra malavita, politica e giustizia costituiscono sempre una piaga della
società.
MUSICA LADRONA
Giustizia, corruzione e criminalità: un’eterna connivenza Poliziotti corrotti, politici privi di scrupoli, mafiosi devoti, preti mafiosi, emarginati, oppressi, ladri e ricettatori.

La corruzione morale, l’ingiustizia sociale, la criminalità e l’emarginazione nell’Italia dei nostri giorni attraverso le musiche e i testi della Beggar’s Opera (1728) e dell’Opera da tre soldi (1928). Un incontro per denunciare la sopraffazione e la violenza, nella speranza di fornire nuovi spunti di riflessione sull’insostituibilità della giustizia e della convivenza civile attraverso lo spirito creativo della musica e del teatro,
Ideazione, realizzazione, elaborazioni musicali e adattamento dei testi: Maurizio Padovan.

La Beggar’s Opera, scritta da John Gay, fu rappresentata per la prima volta a Londra nel 1728. Antiopera italiana, la Beggar’s Opera è
una satira contro la corruzione del tempo in cui regnavano sovrani il denaro, il commercio, il profitto, la speculazione, le macchinazioni
della corte e della city. Intenzione dell’autore fu dimostrare che gli affari dell’aristocrazia coincidevano con quelli della delinquenza
comune: ladri, ricettatori, donne di malaffare, avvocati e carcerieri che agivano in combutta tra loro per trarre denaro da qualsiasi propizia occasione. Un satira in cui i nomi dei suoi personaggi lasciavano riconoscere ai contemporanei lo scaltro e poco scrupoloso primo ministro Robert Walpole e il suo variopinto entourage. Nella Beggar’s Opera il meccanismo della giustizia è ingiusto, un meccanismo nel quale solo i poveri vengono condannati per dei crimini
universalmente riconosciuti come tali:
Poiché le leggi sono fatte per i poveri e i ricchi mi stupisce non trovare gente distinta a Tyburn, sulla forca.
Ma l’oro strappa i denti anche alla legge, e se anche i ricchi dovessero andare sulla forca il paese resterebbe spopolato;
e a Tyburn tanti sarebbero gli impiccati da formare una foresta Il successo e la fortuna storica dell’opera di J. Gay andarono ben oltre il contesto inglese del Settecento: rielaborata da Bertold Brecht con musiche di Kurt Weill diverrà, nel 1928, la celeberrima Opera da tre soldi. I temi trattati nelle due opere, anche a distanza di secoli, offrono impressionanti
spunti di analogia con il mondo attuale: la corruzione morale, l’ingiustizia sociale, la miseria urbana, l’emarginazione dei
migranti, le connivenze tra poteri contrapposti e l’ipocrisia che pervade la società contemporanea.

 

 

Programma Musica Ladrona

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Locandina 26 giugno

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